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NOMIA
è un progetto di:

Donato Cutolo /Antonio Bottone
Nomìa
– 1998/2002
I
Nomìa nascono
ufficialmente nel
1998, dal connubio artistico tra Donato Cutolo (voce e
programming) e Antonio Bottone (chitarre, programming, basso e
tastiere) con l’obiettivo di riuscire a fondere l’elettronica con la
forma "canzone".
Nello 1998 i
Nomìa partecipano
come duo alla prima edizione di "RockSession", una rassegna di
musica emergente del casertano, riproponendo sotto nuova veste parte
del repertorio nato durante l’esperienza AutoNomìa. Si esibiscono con
basi riversate su cassetta e con il tape deck di casa Bottone a fare
da sampler…
Il brano “Buonanotte”
eseguito durante la rassegna viene incluso nella compilation
"RockSession"
I consensi della critica, che
apprezza l’originalità del suono e l’ambizione del progetto Nomìa,
rassicurano Donato e Antonio che la strada appena imboccata può e deve
essere ulteriormente battuta…
Ma il progetto è ancora in
divenire. Al duo si unisce Fabio K.
al basso il cui apporto
conferisce al progetto quella dimensione live che sino ad allora era
mancata.
Con questa formazione i
Nomìa tornano a confrontarsi con il pubblico
Considerati “tra i maggiori
esponenti fra le dub-band dell' ultima generazione” nel 1999 i
Nomìa vengono invitati a diverse importanti rassegne, quali "Stato
di Guerra" e "Noi Uomini (di)
Oltre il Muro".
Nel 2000 i
Nomìa
partecipano alla seconda edizione di "RockSession" ottenendo il
"premio della critica", Ne viene tratto un doppio album al quale I
Nomìa partecipano con “Soulkeeper” eseguita dal vivo durante il
festival.
Intanto gli orizzonti della
band cominciano ad allargarsi.
Sempre nel
2000 i Nomìa
partecipano ad un concorso nazionale remixando il brano dei
99
Posse, "Comincia Adesso". Grazie alla circolazione dei
primi demo, si comincia a tessere una rete di amicizie e contatti con
importanti esponenti della musica alternativa nazionale dai quali in
Nomìa ottengono preziosi consigli ma anche numerosi
incoraggiamenti a continuare.
Nel 2001, forti dei giudizi
positivi riscontrati, comincia a maturare l’idea di pubblicare un cd
totalmente autoprodotto, attraverso il quale riuscire grazie alla
tranquillità e l’autonomìa nelle scelte artistiche garantite
dall’autoproduzione a sviluppare ulteriormente il proprio percorso
musicale.
Da sempre interessati alla cura
del sound e alla produzione musicale Donato e Antonio, con una
strumentazione poco più che amatoriale registrano, missano e
masterizzano tutto il lavoro in casa: una delle sfide è infatti
quella di riuscire a produrre un sound di qualità anche se con mezzi
limitati.
Nel 2002, dopo lunghi
mesi di home-recordings, i Nomìa pubblicano il cd “Zerodue”:
che pur essendo stato concepito come poco più di un demo, riesce,
grazie al passaparola e alle possibilità offerte dal web, a vendere
quasi mille copie in ogni parte d’Italia.
Il lavoro è un primo tentativo,
non ancora del tutto maturo, di fondere strumenti tradizionali come
voce, chitarre e basso ad ambientazioni sonore elettroniche fatte di
tappeti di tastiere echi e a campioni di musica etnica/popolare.
L’amichevole
partecipazione di Francesco Di Bella, voce dei 24 grana,
in “Solelione” testimonia l’ottima reputazione guadagnata dai
Nomìa tra gli addetti ai lavori e la progressiva affermazione
agli occhi della critica come piccola ma promettente realtà della
scena alternativa nazionale
Intanto,
già immediatamente dopo la pubblicazione del disco i Nomìa
avvertono la necessità di tornare nuovamente sui propri passi per
approfondire ulteriormente la ricerca sul proprio suono. E’ in questo
periodo che i Nomìa tornano in un certo senso ad investire e a
far propria quell’idea di collettivo maturata negli anni precedenti.
Nomìa vuole essere non solo una band nell’accezione classica
del termine ma un progetto di più ampio respiro, una sorta di
factory musicale.
Da qui l’esigenza di lasciarsi
coinvolgere e di coinvolgere quanto delle più interessanti realtà
musicali e non sia in circolazione.
Del resto le esperienze
parallele e sperimentali sono già cominciate da qualche anno.
Dal 1999 è nata la collaborazione con "L'alt(r)o teatro",
compagnia teatrale sperimentale guidata da Giovanni Gallo; i
Nomìa lavorano alla sonorizzazione di diverse rappresentazioni
della Compagnia, costruendo paesaggi sonori elettronici su testi
classici e contemporanei: i lavori prodotti vengono rappresentati a
rassegne importanti come "Leuciana Festival" in modo stabile e
consecutivo da oltre 5 anni e "Settembre al
Borgo", oltre a
girare importanti teatri tra Napoli e Caserta.
Dal 2001 invece è nata la
collaborazione con Rino della Corte ed il
Mitreo Film
Festival rassegna nazionale di "cortometraggi", diventato ormai
negli anni un appuntamento per i cineasti emergenti italiani, per il
quale i Nomìa compongono musiche e sigle; la collaborazione,
che negli anni si andrà consolidando come un sodalizio stabile con la
partecipazione trasversale di altri amici-artisti quali l’affermato
pianista Fabio Tommasone.
Nel 2003 è proprio
Rino della
Corte, e la Mitreo Film Factory, a dirigere e produrre il primo
videoclip dei Nomìa per il brano “Soladub”
Nomìa
– 2003 onward
Mentre Antonio, “cronicamente
incerto sul suo futuro, e patologicamente in bilico al momento di ogni
scelta” è assente, in viaggio per motivi di studio e successivamente
professionali, Donato continua ad accumulare esperienze attraverso
diverse collaborazioni a progetti paralleli e nello stesso tempo
approfondisce quel discorso avviato con la produzione di Zerodue,
mettendo su lentamente uno studio di registrazione professionale
Il "NomìaStudio"
si afferma in pochi mesi come un punto di riferimento affidabile per
la registrazione ed il missaggio non solo di musica elettronica ma
anche di strumenti acustici, producendo alcuni dei gruppi più
promettenti della scena alternativa campana.
Nel 2006, a testimonianza
dell’eccellente livello raggiunto dal NomìaStudio, è la
pubblicazione da parte de La Canzonetta, della compilation
Napoli
Sound System vol 2, distribuita da SELF su tutto il
territorio nazionale, che raccoglie le realtà principali della scena
alternativa campana come aveva fatto a suo tempo il primo volume con
band del calibro di 24 Grana,
Almamegretta,
Zulù
(99 Posse)….
Tre dei brani della compilation
sono infatti figli del Nomìastudio dove sono stati registrati e
mixati, ma in qualche modo sono anche risultati concreti di quel
collettivo che i Nomìa cercano di portare avanti e che si nutre
e nello stesso tempo da nutrimento alle migliori realtà della new wave
casertana.
I Nomìa partecipano alla
compilation con “Luntano” un brano dalle sonorità marcatamente
dub frutto della collaborazione con Roberto Vito (basso) e
Mauro Signore (synth) due eredi di un’altra dub-band casertana, i
Convulsione.
Con la stessa formazione nel
2005 i Nomìa registrano anche "Fuje" ed altri brani
tuttora inediti.
Donato partecipa direttamente
alla compilation anche con un altro brano nato da un progetto
parallelo ai Nomìa, concepito con Mariano Iannotta. I
MaD, questo il nome del progetto, miscelando sapientemente noise,
melodie ed elettronica rappresentano decisamente una novità per la
scena musicale alternativa.
Nel dicembre 2006, frutto dello
stabile sodalizio artistico avviato con Rino della Corte, in
occasione della VI edizione del Mitreo Film Festival, viene
pubblicato "Note Corte", cd che raccoglie le musiche composte
dai Nomìa nell’arco della pluriennale collaborazione col
Festival con l’aggiunta dell’inedito “Fuje” registrato nel
2004.
Da mesi è in maturazione e
lavorazione un nuovo lavoro discografico, portato avanti con pazienza
e certosino lavoro da Donato, al NomìaStudio, con il quale i
Nomìa mirano alla definitiva fusione dell'elettronica con il suono
acustico degli strumenti tradizionali; al progetto, infatti,
oltre a Donato Cutolo (vocals, programming, keyboards, synth) e
Antonio Bottone (guitars, programming), partecipano anche violino (Marco Sica
e Fabiana Sirigu),
pianoforte a coda (Fabio Tommasone), flauto traverso (Francesca
Masciandaro) oltre ad altri prestigiosi “special guest”
Stay
tuned!
Tutti i lavori citati sono
ascoltabili-leggibili nelle sezioni "Ascolta" e "Projects".
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