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NOMIA
è un progetto di:

Donato Cutolo /Antonio Bottone
Le origini
– 1993/1996
Era
l’inizio degli anni ’90. Tra i corridoi dell’Istituto Tecnico
Commerciale "Da Vinci" di Santa Maria Capua Vetere nasceva un’amicizia e,
con essa, il comune desiderio di costruire qualcosa, per appagare quel
bisogno impellente di dare voce a sensazioni, sentimenti,
aspirazioni altrimenti inesprimibili.
Erano gli anni della
pantera, la stagione delle autogestioni,
delle occupazioni e nelle aule occupate dell'ITC nasceva il primo
nucleo di quello che qualche anno dopo sarebbe diventato Nomìa.
Quella cosa
che, per
le circostanze stesse in cui nasceva, somigliava più ad un collettivo
che ad una band classica si dava il nome abbastanza ingombrante di
“AutoNomìa”, in una allora non chiara e ancora cosciente affermazione di
aspirazioni musical-politiche.
Da quel collettivo - che
non aveva formazioni predefnite e poteva contare fino ad otto nove musicisti,
tutti più o meno improvvisati - con la fine delle occupazione, comincia a delinearsi una band più
definita, con un repertorio che affonda a piene mani in quello che
allora veniva definito rock emergente italiano. Gli Autonomia
cominciano a battere
scuole &
spazi occupati, locali e sottolocali, piazze e manifestazioni "a
tema".
Donato Cutolo:
vocals
(camaleontiche) & acoustic guitar
Antonio Bottone: lead guitar
Biagio Avenia: rythm guitar
Orlando Trocciola: bass and backing
vocals
Michele Leggiero: drums
Un demotape,
probabilmente ancora in giro da qualche parte, vista la straordinaria
e tuttora impareggiata capacità di Donato di diffondere in giro
cassette e successivamente CD, lascia una testimonianza di quel
periodo fatto di ingenuità e sincerità...
Cercare in
tutto ciò un nesso con i Nomìa non è forse immediato, ma della
vita niente va rinnegato. Qualcuno ha dimostrato che nulla si crea e
nulla si distrugge.
Gli
AutoNomìa, come guidati da un ineluttabile destino terminano la loro "carriera" con una
memorabile (almeno per loro) festa di fine anno scolastico nel giugno
‘96. Si trattava in realtà di qualcosa di più. Era la fine di una fase
della vita di ognuno di loro, la fine dell’adolescenza e il
raggiungimento della maturità, almeno sulla carta come testimonia
quello strano e ben presto dimenticato certificato consegnato loro
dalla scuola solo qualche mese dopo.
Donato e
Antonio decidono di continuare pur avendo perso per strada, per diversi motivi
ma non senza rammarico,
gli altri compagni d'autonomia. Decidono di lanciarsi in nuova
sfida, un nuovo progetto che possa, meglio di quanto era stato sino ad allora,
rappresentare le loro sensibilità, le loro influenze e gusti
artistici.
Il "progetto",
anche per forza di cose, trova sin dall’inizio nell’elettronica
uno strumento semplice, efficace ed incredibilmente diretto per
produrre musica; uno strumento che permette di raggiungere un livello
più intimo in fase di composizione e soprattutto di sperimentare e
lavorare sul "suono".
Erano gli
albori, l’epoca dei primi computerini, delle awe 64, per i reduci
degli AutoNomia il periodo delle prime
sperimentazioni secondo una concezione diametralmente nuova della
musica rispetto al loro passato.
Dopo una
lunga e dolorosa gestazione, nel 1998 gli AutoNomìa danno
ufficialmente luce ai Nomìa: del concetto di "autonomia" resteranno
tracce permanenti nel modo di concepire la musica, la sua produzione e
la sua fruizione da parte del pubblico.
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